Ma fino a che età posso cambiare lavoro?


cambiare lavoro

 

“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.”

Rita Levi Montalcini

 

Posso contare sulle dita di una mano le persone che lavorano per piacere invece che per denaro. Oggigiorno abbiamo tutti un mucchio di conti da saldare e poco tempo per pensare alle soddisfazioni.

Questo vale anche per te?

Sei felice del tuo lavoro oppure ti serve solo per pagare le bollette? Sei soddisfatto o affaticato di come trascorri quaranta o più ore alla settimana? Sei guidato più dalla passione che dal dovere? Ti senti stimolato e adeguatamente ricompensato?

A tutti capita di chiedersi se abbiamo fatto la scelta giusta, se il settore in cui lavoriamo è quello che più ci piace, se abbiamo realmente rispettato e ascoltato i nostri interessi, assecondato le nostre qualità e inseguito i nostri sogni.

Può anche capitare che pur avendolo fatto, gli interessi cambino durante il nostro percorso personale/professionale.

Qui entra in gioco “L’effetto etichetta”: quando svolgiamo per diverso tempo la medesima tipologia di lavoro, ci abituiamo a percepire noi stessi con un’etichetta standard. Il ruolo che ricopriamo, i compiti che svolgiamo diventano parte di ciò che siamo, ossia della nostra identità professionale. E’ un po’ come indossare sempre gli stessi abiti:  se ci vestiamo sempre casual, faremo fatica anche solo ad immaginarci con un abito elegante o comunque con uno stile differente dal solito.

In questi casi ci si chiede: cosa fare? Si può cambiare? E fino a quale età è possibile reinventarsi?

A volte superati i 40 anni ci si sente demotivati e spenti, i principali obiettivi sembrano essere stati raggiunti, non si ha più voglia di andare a lavorare, si pensa sempre più spesso a quel sogno lasciato troppo a lungo nel cassetto. Ma se è vero che l’esigenza di cambiamento si manifesta forte e chiara, nonostante magari all’inizio proviamo ad ignorarla, non ci appare altrettanto fortemente e chiaramente la nuova strada da perseguire. Sappiamo piuttosto bene che cosa “non vogliamo più fare” ma non abbiamo idea di cos’altro potrebbe appagarci davvero.

D’altronde, cosa possiamo fare di diverso se fino a quel momento abbiamo sempre ricoperto il medesimo ruolo o se comunque abbiamo maturato la nostra esperienza più significativa in un ambito specifico?  Le aziende prenderanno mai in considerazione un profilo “diverso” da quello standard?

Queste domande mostrano le forti difficoltà che possiamo avere nel ri-pensarci e ri-proporsi sul mercato.

Spesso le reazioni a questo stato di cose sono due:

  1. nel caso migliore si prova a cambiare vita in modo radicale gettando il passato alle ortiche senza riuscire a valorizzare le esperienze fatte.
  2. nel caso peggiore si fanno prevalere le resistenze, ci si lascia sopraffare dalle paure, si trova ogni sorta di scusa per convincerci che cambiare sarebbe un fallimento,

In realtà, abbiamo molte più risorse di quelle che riteniamo di possedere e più di quanto la nostra mente ipotizzi basandosi su una visione limitata della realtà. E’ necessario quindi allargare lo sguardo, ampliare gli orizzonti, dentro e fuori di noi stessi, con la convinzione che abbiamo  ancora molto da dare!

Quindi, per tornare alla domanda precedente: a nostro parere è possibile reinventarsi a qualsiasi età!

Immaginiamoci come una mongolfiera

Proprio come essa ci possiamo alzare in cielo se possediamo un pallone robusto e sufficientemente grande (le nostre capacità, esperienze, talenti), se utilizziamo i carburanti idonei (le nostre risorse, le giuste motivazioni), e possiamo innalzarci a condizione che abbandoniamo le zavorre (le limitazioni).

Per cambiare lavoro è importante dunque, ad ogni età fare il punto di:

  • capacità, esperienze e talenti
  • risorse come motivazione e fiducia in se stessi
  • limitazioni, paure e credenze autolimitanti

Cambiare lavoro: come fare?

Con un percorso di bilancio di competenze è possibile concretizzare i sogni e trasformarli obiettivi reali attraverso un piano fatto di passi progressivi e di azioni specifiche volte a capire “come è fatto il nostro pallone?”, “che viaggio ci consente di fare?”

Si parte, lavorando sulla consapevolezza del passato e del presente: dalle esperienze fatte, alle competenze acquisite, dalle conoscenze accumulate e delle qualità espresse o più spesso possedute ma rimaste inespresse. Da qui si lavora sui risultati acquisibili nel futuro ovvero della fusione delle esperienze e competenze per progettare un cambiamento professionale. cercando “il senso” che dia la direzione al proprio percorso. Ogni esperienza ha un suo valore, contribuisce a sviluppare conoscenze, competenze e a rinforzare qualità personali.

Il senso di un buon bilancio di competenze è fornire la consapevolezza delle proprie risorse, in modo da poterle utilizzare, e costruire un ponte verso la direzione cui desideriamo andare.

Il coraggio di mettersi o “rimettersi” in gioco è un ingrediente essenziale per avere successo nella propria vita e rispettare le proprie aspirazioni.

Per fare questo ulteriore passaggio si può affiancare un percorso di career coaching che (sempre per stare nella nostra metafora) contribuisce ad “accendere la fiammella della nostra mongolfiera” e “abbandonare le zavorre inutili”.

 

 


 

Commenta con Facebook

Autore: .